Ho visto che su tumblr sono di gran moda le fotografie di fotografi più o meno conosciuti. Sciorinare elenchi di pose e di ombre sembra sia il compito di tutti i tumblriani del mondo. E tutto questo necessariamente finisce per conferire alla foto, archetipo dell’immediatezza e della vividezza per eccellenza, ciò che il grande Robert Burns nel suo Tam o’Shanter attribuiva al piacere dei sensi paragonandoli a “neve sul fiume caduta/ Bianca un momento, poi sempre perduta”.
Credo questo sia colpa in parte delle foto, intendo quelle oscene quelle cattive quelle maleducate, in parte del mezzo attraverso cui le immagini ci arrivano e che è in questo caso la rete, il cui più calzante attributo si chiama “click”. (oggi con la rotella del mouse si scorre anche prima).
Ecco, il fatto è che non so quanto convenga riempire il mondo di immagini e di ombre di ombre, come ben sapeva il vecchio Plato. Soprattutto se possiamo beneficiarne senza prezzo, gratuitamente. Potrebbe sembrare o forse lo è una colpa.
E mi viene da ridere quando penso che Oscar Wilde diceva che i tramonti non erano apprezzabili perché non si dovevano pagare. Per fortuna anni dopo un altro scrittore lo contraddisse, dicendo: Oscar Wilde aveva torto: i tramonti si pagano. Possiamo pagarli con il semplice fatto di non essere Oscar Wilde.
Ecco, premettiamolo subito, io non sono Oscar Wilde.
Condivido con voi questa enorme tragedia.
PS la prossima volta quando volete pubblicare la foto di un tramonto non dite che è banale, pensatemi. Forse siete semplicemente voi a non esserne all’altezza.
G.Q. aka sigurd